Approfondimenti

La Festa degli Arcangeli

Il 29 settembre è il giorno in cui si celebra la festa degli Arcangeli Mikael, Gabriel e Raphael, questa festa è conosciuta come la festa degli Arcangeli, tale data si basa sulle apparizioni dell’Arcangelo Mikael nel Gargano nella regione Puglia. In questa occasione si recita la Coroncina Angelica dedicata ai nove Cori Angelici e ai loro Arcangeli Governatori.

Le apparizioni dell’Arcangelo Mikael sono parte integrante delle tradizioni spirituali a Lui associate, tali apparizioni, però, non sono universalmente accettate e sono considerate questioni di fede.

Nel testo che segue si parla di alcune delle Apparizioni dell’Arcangelo Mikael che, a seconda delle tradizioni e delle fonti, possono variare in alcune parti, ma il nucleo è identico per tutte.

Apparizione Leggenda del Toro, 8 Maggio 490: La leggenda narra che nell’anno 490 d.C., un contadino chiamato Gargano stava lavorando nei campi nei pressi di Siponto, una città nella regione della Puglia, Italia. Durante il lavoro, il suo bovino, un toro, si allontanò improvvisamente dal gregge e si rifugiò su una montagna vicina. Nonostante i tentativi del contadino di riportare il toro indietro, l’animale sembrava irremovibile.

Il contadino, confuso dal comportamento insolito del toro, decise di investigare e seguì il suo percorso fino a raggiungere la montagna del Monte Gargano. Quando raggiunse la cima, trovò il toro in una posizione insolita , come inginocchiato all’entrata della caverna e i tentativi del contadino di fare alzare e spostare il toro furono inutili, allora il contadino adirato scocca una freccia contro il toro che si trovava a poca distanza, ma incredibilmente la freccia curvò e tornò indietro ferendo al braccio il contadino. L’accaduto arrivò alle orecchie del vescovo dell’epoca che interpretò l’accaduto come un fatto soprannaturale e decretò tre giorni di digiuno, il terzo giorno il vescovo si trovò di fronte a una visione straordinaria: un magnifico Cavaliere bianco lucente, che più tardi fu identificato come l’Arcangelo Mikael, che gli disse “Io sono l’autore del prodigio della grotta. Oramai essa sarà il mio santuario su questa terra.

Secondo la leggenda, l’Arcangelo Mikael spiegò che il toro si era rifugiato in quel luogo perché il monte era sacro e consacrato a lui. L’Arcangelo chiese di costruire un santuario in suo onore sulla cima della montagna. La richiesta divina fu eseguita e si costruì una chiesa, che divenne nota come il Santuario di San Mikael a Monte Sant’Angelo nel Gargano.

Questo santuario divenne un importante luogo di pellegrinaggio e venerazione, attirando numerosi fedeli nel corso dei secoli. La leggenda dell’apparizione dell’Arcangelo Mikael nel Gargano è stata tramandata attraverso le generazioni e ha contribuito a consolidarne la devozione.

  1. Apparizione: Salvati e Vincitori della Battaglia, 12 Novembre 492: La leggenda racconta che nel 492, durante una battaglia tra l’esercito Sipontino e i Barbari, il vescovo locale pregò l’Arcangelo Mikael per protezione. Durante la preghiera, si verificò un terremoto e un fulmine che mise in fuga i barbari, garantendo la vittoria agli eserciti. Questo evento fu interpretato come un intervento Divino, e la protezione dell’Arcangelo Mikael divenne particolarmente significativa per la comunità.
  2. Apparizione: al Vescovo Lorenzo Maiorano, 29 Settembre 493: L’Arcangelo Mikael apparve al vescovo Lorenzo Maiorano il 29 settembre 493. La leggenda narra che Maiorano trovò un altare eretto con un panno rosso sopra e l’impronta nella roccia di un fanciullo. Convinto che fosse un Segno Divino, decise di costruire una chiesa in quel luogo. Ogni pietra della chiesa, secondo la tradizione, fu consacrata direttamente dall’Arcangelo Mikael, conferendo al luogo una sacralità particolare.
  3. Apparizione, 23 Settembre 1656: Nel 1656, durante un’epidemia di peste che colpiva l’Italia, il vescovo di quel tempo invocò l’Arcangelo Mikael per chiedere aiuto nella salvezza della popolazione. Si narra che in risposta alle preghiere, l’Arcangelo Mikael apparve, ponendo fine all’epidemia e proteggendo la comunità dalla malattia. Questo evento consolidò ulteriormente la devozione e la venerazione per l’Arcangelo Mikael nella regione.

Il Santuario dell’Arcangelo Mikael a Monte Sant’Angelo divenne un importante luogo di pellegrinaggio nel Medioevo e fu dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 2011, come parte del sito seriale

“I Longobardi in Italia: i luoghi del potere (568-774 d.C.)”. La storia delle apparizioni di San Mikael è considerata un elemento significativo nella tradizione culturale della zona.

MIKAEL : “POTENZA DI DIO” Doni: coraggio, verità, integrità

Potenza dell’intelletto” è spesso rappresentato come un valoroso guerriero, Messaggero di Verità, che lotta contro le forze del male in difesa di tutti i popoli della Terra. Nella tradizione, è considerato il Principe delle Milizie Celesti.

Mikael è colui che domina gli spiriti ribelli, coloro che si ribellano al Principio Divino.

In Italia e nel mondo ci sono svariati luoghi dedicati a questa Entità Angelica, i più conosciuti sono i sette Santuari facenti parte della “Linea Angelica”, situati su una retta che attraversa l’Europa e arriva in Terra Santa, il primo santuario è collocato in Irlanda: Skellig Michael, la roccia di san Mikael (nell’oceano atlantico), a seguire il Santuario a Saint Michael’s Mount in Cornovaglia, l’Abazzia di Mont Saint Michel in Normandia, la Sacra di San Michele a Torino, il Santuario a Monte Sant’Angelo nel Gargano, il Monastero di Symi, isola della Grecia, il Monastero di Monte Carmelo che si trova nell’alta galilea, una regione in Terra Santa. Ricercatori parlano della connessione di questi luoghi con flussi energetici cosmici, che connettono terra, astri e universo.

GABRIEL: “potenza di Dio” “Dio è forte” “Potenza della riproduzione e della Fecondità”

DONI Rigenerazione, Cambiamento, Procreazione, Fertilità, Rivelazione e

Misericordia. E’ legato alla sfera onirica, il suo pianeta è la Luna, dunque

siamo nel mondo delle acque, dei sentimenti, delle emozioni, dell’inconscio; protegge le gestanti. E’ l’Inviato Celeste, l’annunciatore delle nuove nascite, che siano figli o progetti, lo troviamo nei nuovi inizi.

Il suo annuncio più famoso è probabilmente quello dell’incarnazione a Maria, annunciandole che sarebbe diventata la Madre di Gesù.

La festa di Gabriel Arcangelo commemora il suo ruolo come Messaggero Divino e la sua partecipazione a eventi cruciali nella storia della salvezza dei fedeli.

RAPHAEL: “DIO CHE GUARISCE” “DIO HA GUARITO”

DONI Volontà ed Elevazione, forza interiore, capacità di affrontare le difficoltà

E’ menzionato nel Libro di Tobia nell’Antico Testamento, dove gioca un ruolo chiave nel guidare il giovane Tobia in un viaggio importante. Viene spesso associato a guarigioni e viaggi.

La festa di Raphael Arcangelo commemora il suo ruolo nel supportare e fornire guarigioni, simboleggiando anche la provvidenza divina nei viaggi e nelle cure. Legato alla Guarigione

spirituale, mentale, fisica, protegge tutti coloro che operano nel campo del benessere

in generale; protegge i pellegrini e i viaggi interiori ed esteriori.

Nella celebrazione di questa festa, i fedeli spesso partecipano a messe speciali e preghiere dedicate agli Arcangeli. Le leggende e la storia antica spesso si intrecciano con le scritture e gli insegnamenti di testi sacri, sottolineando il ruolo degli Arcangeli nelle vicende umane e nella lotta tra il bene e il male. Tuttavia, è importante notare che molte delle leggende possono variare tra le diverse tradizioni.

A questa celebrazione è legata la “Coroncina Angelica” detta anche Rosario di San Mikael, è una preghiera in onore dell’Arcangelo Mikael appunto.

Si tratta di una sequenza di preghiere dedicate ai nove Cori Angelici: Serafini, Cherubini, Troni, Dominazioni, Potestà, Virtù, Principati, Arcangeli, Angeli. L’origine della Coroncina Angelica pare risalga al 1751 data in cui l’Arcangelo Mikael è apparso alla religiosa portoghese Antonia de Astonac rivelandole una particolare sequenza di preghiere che, se recitate quotidianamente, garantirebbero da parte di San Mikael e di tutti gli Angeli, sostegno continuo, Guida e Protezione, in vita ed anche oltre la vita. Da considerare che solo nel 1851 la Corona Angelica cominciò ad essere presa in considerazione dagli enti ufficiali. Tuttavia, l’abitudine di recitare queste invocazioni è particolarmente diffusa tra i devoti all’Arcangelo Mikael e degli Angeli.

Le preghiere in occidente hanno le stesse funzioni dei Mantra orientali cioe: servono per disciplinare la mente e dirigerla su invocazioni e pensieri di gratitudine, sostegno, protezione e guida Divina, il continuo ripeterle porterà il proprio sistema emozionale, mentale e spirituale a cambiare abitudini ritrovando fiducia e fede nel proprio credo spirituale Divino di Luce.

Come si recita la Corona a San Michele Arcangelo

La preghiera è composta da nove invocazioni corrispondenti ai nove cori angelici, con l’ausilio di un rosario composto da 39 grani più due medaglie, di cui una rappresenta sempre l’Arcangelo Mikael. Ogni preghiera è composta da una invocazione dedicata ad un Coro Angelico, da un Padre Nostro e tre Ave Maria, al termine delle quali si aggiungono quattro Padre Nostro, di cui il primo Dedicato a Mikael Arcangelo, il secondo a Gabriel Arcangelo e il terzo a Raphael Arcangelo infine l’ultimo dedicato all’Angelo Custode, rappresentati nella corona del rosario dai quattro grani posti tra le due medagliette.

Coroncina Angelica

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, per essere salvati

nell’estremo giudizio.

1- Invocazione

Ad intercessione di S. Michele e del celeste coro dei Serafini, ci

renda il Signore degni della fiamma di perfetta carità. 1 Pater, tre

Ave al 1° Coro Angelico.

2- invocazione

Ad intercessione di S. Michele Arcangelo e del Coro celeste dei

Cherubini, voglia il Signore darci la grazia di abbandonare la vita

del peccato e correre in quella della Divina perfezione. 1 Pater, tre

Ave al 2° Coro Angelico.

3- invocazione

Ad intercessione di S. Michele Arcangelo e del sacro Coro dei Troni,

infonda il Signore nei nostri cuori lo spirito di vera e sincera umiltà.

1 Pater, tre Ave al 3° Coro Angelico.

4- invocazione

Ad intercessione di S. Michele Arcangelo e del coro celeste delle

Dominazioni, ci dia grazia il Signore di dominare i nostri sensi e

correggere le corrotte passioni. 1 Pater, tre Ave al 4° Coro Angelico.

5- invocazione

Ad intercessione di S. Michele e del celeste Coro delle Potestà, il

Signore si degni di proteggere le anime nostre dalle insidie e

tentazioni del demonio (male). Pater, tre Ave al 5° Coro Angelico.

6- invocazione

Ad intercessione di S. Michele e del Coro delle ammirabili Virtù

celesti, non permetta il Signore che cadiamo nelle tentazioni, ma ci

liberi dal male. 1 Pater, tre Ave al 6° Coro Angelico.

7- invocazione

Ad intercessione di S. Michele e del Coro celeste dei Principati,

riempia Dio le anime nostre dello spirito di vera e sincera

obbedienza. 1 Pater, tre Ave al 7° Coro Angelico.

8- invocazione

Ad intercessione di S. Michele e del Coro celeste degli Arcangeli, ci

conceda il Signore il dono della perseveranza nella fede e nelle

opere buone. 1 Pater, tre Ave al 8° Coro Angelico.

9- invocazione

Ad intercessione di S. Michele e del Coro celeste di tutti gli Angeli,

si degni il Signore concederci di essere da essi custoditi nella vita

presente e poi introdotti nella gloria dei cieli. Pater, tre Ave al 9°

Coro Angelico.

Un Padre nostro + un’ave Maria all’Arcangelo Michele.

Un Padre nostro + un’ave Maria all’Arcangelo Gabriele.

Un Padre nostro + un’ave Maria all’Arcangelo Raffaele.

Un Padre nostro + un’ave Maria all’Angelo Custode.

Angelo di Dio che sei il mio Custode, illumina custodisci, reggi e

governa me, che Ti fui affidata dalla pietà celeste. Amen.

Orazione

Onnipotente, sempiterno Dio, che con prodigio di bontà e

misericordia, per la salvezza degli uomini hai eletto a Principe della

tua Chiesa il glorioso Arcangelo Michele, concedici, mediante la sua

benefica protezione, di essere liberi da tutti i nostri spirituali nemici.

Nell’ora della nostra morte non ci molesti l’antico avversario, ma sia

il tuo Arcangelo Michele a condurci alla presenza della tua divina

Maestà.

Preghiera

Gloriosissimo Principe San Michele capo e condottiero degli eserciti

celesti, depositario delle anime, debellatore degli spiriti ribelli,

domestico della Reggia di Dio, dopo Gesù Cristo, condottiero nostro

ammirabile, di sovrumana eccellenza e virtù, degnatevi di liberare

tutti noi, che a voi con fiducia ricorriamo, da ogni male, e fate, per

la vostra valida protezione, che ogni giorno serviamo fedelmente il

nostro Dio.

Pregate per noi, o beatissimo nostro Arcangelo Michele, Principe

della Casa di Gesù Cristo.

Perché possiamo essere fatti degni delle promesse di Lui

Altre Celebrazioni
Per citare altre celebrazioni dedicate a queste Entità di Luce, ricordiamo il 2 Ottobre, festa degli Angeli Custodi, anch’essa di antiche origini. Infatti, il culto degli Angeli precede quello dei Santi, poiché le prime citazioni della loro presenza risalgono al Vecchio Testamento. Inoltre, si riscontrano figure simili anche in altre religioni e culture.

L’idea di istituire un giorno esclusivo per gli Angeli Custodi nacque a Valencia nel 1411. Con il passare del tempo, la tradizione si diffuse in tutta la Spagna, in Francia e nell’Impero Asburgico. Il riconoscimento della festa a livello ecclesiastico avvenne nel 1570 durante il Messale Romano di Papa Pio IV, che la fissò per il giorno 2 ottobre. Il suo successore, Pio V, la soppressa, ma Paolo V la ristabilì nel 1608 e la estese alla Chiesa Universale. Infine, nel 1670, Papa Clemente X la rese obbligatoria per tutta la Chiesa Latina.

Arcangelo Michele e Vergine Maria

L’Apocalisse di Giovanni, noto anche come Libro della Rivelazione, rappresenta l’ultimo testo del Nuovo Testamento, ed è considerato uno dei più difficili da interpretare. Presso i Bizantini, l’Arcangelo Michele era spesso associato al ruolo di medico celeste. Nei santuari dedicati a lui, si credeva che sorgessero fonti d’acqua dalle proprietà guaritrici.

La data dell’8 Maggio, celebrata come la festa della mamma, ha radici antiche. La celebrazione della festa della mamma risale all’antichità in epoca pagana, al tempo dei Greci e Romani. In quel contesto, era legata al culto delle divinità femminili e della fertilità, segnando la transizione dal gelido e bianco inverno alla colorata e calda estate.

Una curiosità sulla corona di stelle della bandiera dell’Unione Europea, scelta nel 1955, risultato di un processo lungo e complesso. Il bozzetto prescelto era uno dei molti proposti dal designer alsaziano, Arsène Heitz, un devoto cattolico che in questa proposta era stato ispirato dalla propria devozione.

Il colore blu tradizionale della bandiera rappresenta il manto della Vergine, mentre le dodici stelle simboleggiano la corona della Donna dell’Apocalisse. È interessante notare che questa interpretazione non è accettata dalle autorità europee, come dichiarato ufficialmente dal Consiglio d’Europa.

La figura della Donna dell’Apocalisse è descritta nel capitolo 12 del Libro dell’Apocalisse come: “Donna vestita di sole / Madonna col bambino vestita di sole”, con la luna sotto i suoi piedi e una corona di dodici stelle sulla testa.

Questa figura è associata a un evento cosmico significativo: « Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. ». Ella diede alla luce un bambino maschio, da subito minacciato da un drago, identificato come il Demone, che intende divorare il bambino appena nato, colui che sarà il Messia.

Allora apparvero gli Angeli che presero il figlio e lo portarono in cielo e la donna venne protetta dall’Arcangelo Michele che combatte contro il drago e lo vince.

Il Monastero chiamato “Stella Maris” sul Monte Carmelo è dedicato alla Vergine Maria. Questo luogo sacro è l’ultimo dei santuari della linea angelica, e riflette la devozione nei confronti della Madonna, simboleggiata anche dalla figura della Donna dell’Apocalisse.

Il nostro Angelo Custode arriva con noi e ci accompagna, come un alito di

vento fresco che ci sospinge dolcemente, guidandoci, suggerendoci la

direzione da seguire.

Le Preghiere

I testi delle preghiere del Padre Nostro e dell’Ave Maria hanno subito delle variazioni nel corso dei secoli, e diverse tradizioni cristiane e confessioni possono utilizzare versioni leggermente diverse. Tuttavia, ecco le versioni più comuni di queste due preghiere nelle lingue originali:

Padre Nostro (in latino):

Pater noster, qui es in caelis,

sanctificetur nomen tuum.

Adveniat regnum tuum.

Fiat voluntas tua, sicut in caelo et in terra.

Panem nostrum quotidianum da nobis hodie,

et dimitte nobis debita nostra,

sicut et nos dimittimus debitoribus nostris.

Et ne nos inducas in tentationem,

sed libera nos a malo. Amen.

Ave Maria (in latino):

Ave Maria, gratia plena,

Dominus tecum.

Benedicta tu in mulieribus,

et benedictus fructus ventris tui, Jesus.

Sancta Maria, Mater Dei,

ora pro nobis peccatoribus,

nunc et in hora mortis nostrae. Amen.

Padre Nostro:

Il Padre Nostro è una preghiera cristiana che ha radici nei Vangeli del Nuovo Testamento, specificamente nel Vangelo secondo Matteo (Matteo 6:9-13) e nel Vangelo secondo Luca (Luca 11:2-4). Tuttavia, non ci sono versioni esatte e dirette della preghiera nei testi originali in greco.

Vangelo secondo Matteo (6:9-13) in greco:

Πάτερ ἡμῶν ὁ ἐν τοῖς οὐρανοῖς·

ἁγιασθήτω τὸ ὄνομά σου·

ἐλθέτω ἡ βασιλεία σου·

γενηθήτω τὸ θέλημά σου,

ὡς ἐν οὐρανῷ καὶ ἐπὶ τῆς γῆς·

τὸν ἄρτον ἡμῶν τὸν ἐπιούσιον δὸς ἡμῖν σήμερον·

καὶ ἄφες ἡμῖν τὰ ὀφειλήματα ἡμῶν,

ὡς καὶ ἡμεῖς ἀφίεμεν τοῖς ὀφειλέταις ἡμῶν·

καὶ μὴ εἰσενέγκῃς ἡμᾶς εἰς πειρασμόν,

ἀλλὰ ῥῦσαι ἡμᾶς ἀπὸ τοῦ πονηροῦ.

Ave Maria:

L’Ave Maria, o Salutatio Angelica, è basata su eventi e dialoghi nei Vangeli, con particolare attenzione all’Annunciazione. La versione che conosciamo oggi è stata sviluppata nel corso del tempo.

Annunciazione nel Vangelo secondo Luca (1:28-35) in greco:

Χαῖρε, κεχαριτωμένη, ὁ Κύριος μετὰ σοῦ.

Εὐλογημένη σὺ ἐν γυναιξίν.

Διὰ τοῦτο καὶ τὸ ἅγιον τὸ γεννώμενον ἐκ σοῦ,

κληθήσεται υἱὸς Θεοῦ.

Queste sono le versioni in latino e greco della preghiera dell’Angelo Custode.

“Angelo di Dio, che sei il mio custode, a te la divina bontà ha affidato la mia anima. Illumina, custodisci, guida e governa me. Amen.”

“Angele Dei, qui custos es mei, me, tibi commissum pietate superna, illumina, custodi, rege, et guberna me. Amen.”

E in greco:

“Άγγελέ Θεοῦ, ὁ φύλαξ μου, τῆς χάριτος τῆς οὐρανίου παρακαταθέσθαι, φωτίζε, φυλάττε, ἄρχε καὶ κυβέρνα με. Ἀμήν.”

 

 

 

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